Fotografo: Adriana Soares
Se anche quest’anno l’idea di infilarti in locali stracolmi e uscire all’alba ti fa sbadigliare prima ancora di metterti il rossetto, fermati un secondo. Apri le finestre, accendi qualche candela e prepara una tavola che sia più un abbraccio che un evento: sarà il tuo Capodanno slow, autentico, pieno di vibrazioni positive. E sì, anche con un pizzico di ironia e body‑positivity, come piace a noi. Il 2025 non è stato bisestile, ma a volte lo è sembrato: giornate lunghe, stress, imprevisti e quei momenti in cui avresti giurato che il tempo raddoppiasse. Eppure eccoci qui, pronti a brindare e a lasciare alle spalle ciò che ci ha appesantito.
Il Capodanno che celebriamo oggi ha radici profonde: nell’antica Roma l’anno cominciava a primavera, e solo nel 46 a.C. Giulio Cesare decise che il 1° gennaio fosse “l’alba dell’anno”, dedicandolo a Giano, il dio dai due volti, uno che guarda l’anno passato e l’altro quello che verrà. Con il tempo, e grazie anche alla riforma del calendario da parte di Papa Gregorio XIII, questa data si è diffusa fino a diventare la tradizione che conosciamo oggi. Ogni volta che brindi a mezzanotte, stai brindando a 2000 anni di storia, e questo lo rende almeno un po’ epico.
In Italia è tipico mangiare lenticchie e cotechino o zampone: le lenticchie, rotonde come monete, simboleggiano prosperità e abbondanza per i mesi che verranno. In Spagna e in tanti Paesi ispanici, all’ultimo rintocco si divorano 12 chicchi d’uva, uno per ogni mese dell’anno, un rito frizzante per attirare fortuna. In giro per il mondo potresti trovare ogni genere di usanza: torte con moneta nascosta, piatti rotondi come simbolo di ciclo, e altre idee strambe ma simpatiche. La cosa bella di festeggiare a casa è che puoi scegliere tu quali tradizioni tenere e quali reinventare.
Per trasformare il tuo cenone in un evento “cozy”, accogliente e instagrammabile, qualche idea semplice: tovaglie o runner colorati — rosso borgogna, oro, blu notte — con dettagli metallici, candele in vasetti di vetro decorati con spago e piccoli fiocchi, o vasetti con rami verdi come rosmarino, pino o agrifoglio, per calore e profumo. I piatti bianchi con sottopiatti dorati o di carta elegantissima rendono la tavola chic e minimale, mentre un piccolo tocco ironico o personale, come cartoncini con i “buoni propositi” sul piatto, aggiunge un sorriso e un pizzico di body‑positivity: io ci scrivo “Più risate, meno calorie mentali”. Un cestino di frutta porta‑fortuna, come l’uva, o un mini “buffet lenticchie” completa il tutto senza esagerare: è un cenone, non una gara a chi mangia di più. La chiave è creare un’atmosfera intima, accogliente e sincera: nessun caos da locale, nessuna corsa all’ultimo bicchiere, solo vibrazioni buone, buon cibo, risate e affetto.
Festeggiare il nuovo anno non deve essere una sfida alla perfezione, al glamour, al “devo farmi vedere”: può — e deve — essere una celebrazione di te stessa. Forse non c’è il vestito da urlo, forse il cenone è semplice, forse sei in pigiama. E sai che c’è di bello? Che è proprio lì che sta tutta la magia, perché festeggiamo noi, oggi, con il nostro corpo, con le nostre curve, con i nostri desideri. E se qualche “standard” sociale ti fa sollevare gli occhi al cielo: brindaci su.
Grazie 2025 per tutto quello che ci hai insegnato, anche se a volte lo hai fatto sembrare che durasse il doppio. Che il 2026 arrivi pieno di cose belle: gioia, serenità, risate sincere e tanto amore, da condividere con chi vogliamo o da custodire dentro di noi. Buon anno, che sia luminoso e leggero come un brindisi tra curve e sorrisi!
«Non serve contare le ore della mezzanotte, basta portare con sé ciò che ci fa sentire leggeri, coraggiosi e pronti ad accogliere un nuovo inizio.»
